Erika Braccini

Erika Braccini has graduated from Camberwell College of Arts in 2014. Her main interests focus on the problem of waste, on environmental issues, and on stimulating people in thinking more about the environment and its preservation.

She likes to call herself an activist and environmentalist designer or, more in a funny way, a guardian of nature. She believes that design has the power to reshape the way we think, the way we see things, and especially to prevent the destruction of the environment.

She is conscious that it is impossible to stop generating waste, to stop buying certain things and to live without harming the environment in a modern world, but she believes that it is possible to use materials with conscience, to change some aspects of our lives and waive what we do not really need.

She sees this way of designing a potential new form of activism as, although it is hidden and indirect, it supports an environmental ethics by focusing on using mainly eco-friendly or reused materials, and it brings awareness on environmental issues through design.

It is possible to attempt to ‘clean the mess’ that has been done, and to do it in a creative way.

That is why she likes to think of herself as the guardian of nature - the activist and environmentalist designer on duty.



Erika Braccini si è laureata alla Camberwell College of Arts nel 2014. I suoi principali interessi si concentrano sul problema dello spreco, su temi ambientali, sullo stimolare le persone a pensare di più' all'ambiente e alla sua protezione.

Le piace definirsi una designer attivista e ambientalista, o con un po' d'ironia, un paladino della natura. Crede che il design abbia il potere di cambiare il nostro modo di pensare, come vediamo le cose, e soprattutto di prevenire la distruzione dell'ambiente.

E' cosciente del fatto che è impossibile non produrre più rifiuti, che non si possa evitare di comprare determinate cose e vivere senza danneggiare l'ambiente nel mondo moderno, ma crede sia possibile usare i materiali con coscienza, cambiare alcuni aspetti delle nostre vite, e rinunciare a ciò di cui in realtà non abbiamo bisogno.

Vede questo tipo di design come una potenziale nuova forma di attivismo, che sebbene nascosta e indiretta, porta avanti un'etica ambientale che si basa principalmente sull'utilizzo di materiali eco-compatibili e riutilizzati, e fa si che si venga a conoscenza di tematiche ambientali attraverso il design.

E' possibile tentare di “ripulire il disordine” che è stato fatto, e realizzarlo in modo creativo.

Le piace pensare a se stessa come a un paladino della natura – la designer attivista e ambientalista in servizio.

AWARDS

2015

UnLtd Hackney Connect Award, UK

Creative Conscience Golden Award, UK

Vermi-Prize Award, USA

© Erika Braccini 2017